Vaccinazione nei luoghi di lavoro segnale di responsabilità

Scritto da il 13/04/2021

L’intervento del segretario confederale della Cisl Colombini

Il magentino Angelo Colombini, segretario confederale della Cisl, è intervenuto sulla campagna di vaccinazione anti Covid-19 affermando che “è un segnale di grande responsabilità l’accordo del Protocollo nazionale sulle vaccinazioni nei luoghi di lavoro.

Angelo Colombini

Ancora una volta le parti sociali, con il sostegno dei Ministri del Lavoro, della Salute dello Sviluppo Economico e il supporto tecnico-scientifico di Inail, si sono concentrati sul merito delle questioni e sull’urgenza rappresentata dall’aumentare i presidi vaccinali per raggiungere al più presto la copertura totale della popolazione.

Di comune accordo sono stati individuati i luoghi di lavoro come opportuni spazi per rendere possibile, favorire ed accelerare la realizzazione del trattamento sanitario della vaccinazione. Un’operazione di sanità pubblica, che orientativamente potrebbe iniziare nel mese di maggio e che trova nelle parti sociali la più ampia disponibilità nell’impiego di energie, risorse, capacità organizzative e gestionali per vincere la dura battaglia contro il virus, che da ormai troppo tempo, sta piegando il nostro Paese”.

Secondo il segretario della Cisl l’accordo tra le parti è una azione preventiva e tempestiva per quando, con l’arrivo delle nuove forniture di vaccini che si auspica siano nelle quantità e disponibilità attese, si potrà davvero procedere con una vaccinazione di prossimità rivolta agli oltre 22 milioni di occupati che manifesteranno l’intenzione, indipendentemente dalle tipologie contrattuali.

Nel merito della modalità operativa, la vaccinazione verrà coordinata/svolta dal medico competente, vale a dire il medico aziendale, oppure da personale sanitario, anche esterno.
Il vaccino comunque rimane un trattamento sanitario volontario e per questo verrà garantita la tutela della riservatezza dei dati personali e la privacy sia per coloro che liberamente decideranno di vaccinarsi, oppure di non vaccinarsi, sempre a seguito di interventi di informazione specifica sui vaccini e sulle loro eventuali conseguenze. Inoltre, viene espressamente esclusa la responsabilità penale degli operatori sanitari per eventi avversi nelle ipotesi di uso conforme del vaccino come previsto dal Decreto.

Il modello partecipativo alla base della tutela della salute e sicurezza sul lavoro, ha ancora una volta dimostrato essere la via privilegiata da perseguire. I Comitati aziendali e territoriali, quale espressione del confronto e collaborazione tra parti datoriali e rappresentanze sindacali, nati per la gestione delle misure previste dal protocollo condiviso, ne sono la prova.

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