Una proposta sostenibile per il liceo Quasimodo di Magenta

Scritto da il 23/02/2021

Molte delle risorse del Next Generation Eu sono dirette all’edilizia scolastica

di
Angelo Colombini
(Segretario Confederale Cisl)

Angelo Colombini

Le risorse messe in campo dall’Europa per fronteggiare l’emergenza sanitaria e sostenere i sistemi economici e sociali dei Paesi membri, serviranno per far fronte ad una trasformazione radicale delle società, in direzione di un’esistenza più verde e digitale.
L’attenzione all’ecologia e al digitale riguarderà tutti gli ambiti dell’attività umana e, per quello che qua ci interessa, anche il sistema di istruzione.

Imparare in ambienti di apprendimento costruiti e riqualificati in modo innovativo con le moderne tecnologie di costruzione, sicuri, ampi, riscaldati, rinfrescati, illuminati e privi di amianto in modo ecosostenibile, con attenzione al risparmio energetico, dotati di tutti i dispositivi di connessione veloce e collegati al territorio circostante con mezzi di mobilità sostenibile è un sogno che può finalmente diventare realtà.

Il Next Generation Eu ha messo a disposizione dell’Italia circa 209 miliardi che nella bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono saliti a 220. Di queste risorse molte sono dirette all’edilizia scolastica, attraverso piani che dovranno portare la fibra ottica nelle scuole, realizzare il risanamento strutturale con anche la riqualificazione degli edifici e costruire nuove sedi scolastiche.

Questa è l’occasione, irripetibile, di adeguare il patrimonio edilizio scolastico alle norme di sicurezza, alle rinnovate esigenze della didattica inclusiva e di ridurre il numero di alunni per classe. In somma, di fare delle scuole un punto di attrazione per incentivare la mobilità sostenibile. Gli interventi di edilizia scolastica, che il programma di efficientamento energetico permette di finanziare, si possono associare a interventi sulla mobilità e micro-mobilità elettrica, in grado di migliorare la qualità della vita e ridurre le emissioni inquinanti.

Un inizio interessante potrebbe vedere il nuovo Ministro dell’Istruzione promotore di una sperimentazione sulla riqualificazione sostenibile e della micromobilità all’Istituto “Salvatore Quasimodo” di Magenta che raccoglie oltre 1100 studenti, provenienti da circa 50 comuni dell’Ovest Milanese.

I nuovi edifici scolastici che potranno essere costruiti, a fronte dello stanziamento di 5 milioni di euro, proposto durante il dibattito in Commissione Bilancio della Camera e confermato dal Decreto Rilancio di fine 2020, con efficientamento termico e pannelli solari possono diventare “produttori netti di energia”, si potrebbe organizzare un sistema di micro-mobilità basato su minibus, scooter e auto elettriche che può creare un’economia circolare “di vicinato”, generando anche nuove opportunità occupazionali.

Integrando questa visione con incentivi all’acquisto di mezzi di trasporto elettrici si può innescare un circolo virtuoso che spinge le famiglie a scelte responsabili. L’edificio scolastico sarà in grado di soddisfare tutto il proprio fabbisogno energetico e di produrre il surplus di energia da alimentare gli strumenti di mobilità elettrica che sono destinati in primis alla comunità di zona che ruota attorno alla scuola: alunni e loro famiglie, personale scolastico.

È necessario un lavoro di coordinamento e collaborazione tra tutti i soggetti del territorio a partire dagli enti locali, alla comunità scolastica, famiglie, aziende del settore. Bisognerà accompagnare l’operazione con una campagna di informazione e comunicazione che coinvolga la comunità e la incentivi ad acquisti e comportamenti responsabili verso l’ambiente e la salute.

I benefici che se ne possono trarre sono molti. Riduzione dell’inquinamento e dei costi per il consumo dell’energia, meno traffico e recupero dei tempi di vita, creazione di posti di lavoro nel territorio legati non solo alla realizzazione delle opere ma anche alla loro manutenzione.
In un Paese in rinascita, non possiamo pensare di utilizzare le risorse assegnateci per una restaurazione dell’ordinario, ma è nostro dovere abbracciare i cambiamenti e guidarli, se non vogliamo esserne travolti.


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